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La Repubblica dell’Isola delle Rose, il sogno di una micro nazione indipendente che parlava l’esperanto situata al largo delle coste di Rimini.


isola-delle-rose.jpgSi tratta di una vicenda che mi ha colpito molto per la sua carica straordinaria di significati nobili come la liberta uniti ad ideali più materiali ma essenziali come il commercio e gli indotti contigui. Apparentemente non ha nulla a che fare con Miradolo ma per chi ama la libertà e i sogni è veramente una chicca da non perdere. Da sottolineare ancora una volta la grande ed innata capacità dei Romagnoli di inventarsi il turismo, le opportunità e costruire sogni fantastici.

isoladellerosefrancobollis.jpgLa storia dell’Isola della Rosa è stata recentemente raccontata dal film documentario “L’isola de la Rozoj. La libertà fa paura” e presentato proprio a Rimini il mese scorso. Quest’isola era praticamente una struttura di ferro piantata al largo delle coste di Rimini in acque internazionali. L’ideatore era l’ingegnere bolognese Giorgio Rosa il quale dopo anni di lavoro e di guerre legali riuscì finalmente ad aprire la sua isola

dal sito Isola di Eden“Il 23 novembre 1966 la capitaneria di porto di Rimini intimò di cessare i lavori privi di autorizzazione, poiché la zona era in concessione all’Eni. Il successivo 23 gennaio anche la polizia s’interessò della vicenda, richiedendo conferma che si trattava di lavori sperimentali. Il 20 maggio 1967 alla profondità di 280 metri dal piano di calpestio dell’isola fu trovata, per perforazione, una falda di acqua dolce. Il 20 agosto 1967 l’isola venne aperta al pubblico.“

isoladellerosegiorgio.jpgSubito dopo Giorgio Rosa dichiarò l’indipendenza della Repubblica Isola delle Rose e la risposta del governo italiano non si fece attendere. Motovedette e imbarcazioni della marina e della guardia di finanza furono inviate sull’isola causando di fatto uno stato d’assedio. Il presidente della Repubblica dell’Isola delle Rose Giorgio Rosa inviò un telegramma al presidente della Repubblica Italiana Saragat denunciando l’aggressione subita in acque internazionali. Ovviamente non vi fu nessuna risposta. isoladellerosedistrutta.jpgAll’epoca risiedevano sull’isola la coppia di custodi marito e moglie che furono identificati. Altri prima avevano soggiornato sull’isola; si ricorda di un naufrago che dopo otto ore di nuoto nel mediterraneo vide l’isola di ferro e si salvò. Per un anno lo stesso naufrago affittò e risiedette nell’isola. La Repubblica dell’Isola delle Rose ufficializzò come lingua l’Esperanto proprio per differenziarsi dall’Italia. Coniò dei francobolli pensando presto anche di battere moneta ma dopo un lunga battaglia legale e numerose interpellanze parlamentari le forze della marina italiana distrussero l’isola e i sogni di libertà insieme probabilmente anche ad interessi economici. isoladellerosefrancobollibis.jpgLa Repubblica di Isola delle Rose non fu mai riconosciuta ufficialmente. I Riminesi ricordano la storia che all’epoca fece molto scalpore. Molti dicevano che l’idea finale era quella di costruire un casinò o qualcosa di simile in territorio extradoganale. Affluirono da molti paesi per visitare L’isola de la Rozoj e per un pò di tempo ha costituito un interessante fonte di reddito in campo turistico inoltre la sua storia è tuttora tema di discussione in ambito di diritto internazionale. Quando l’isola affondò la popolazione e i commercianti affissero dei manifesti a lutto.

per approfondire vista il sito l’isola di eden
wikipedia micronazioni

6 commenti a “La Repubblica dell’Isola delle Rose, il sogno di una micro nazione indipendente che parlava l’esperanto situata al largo delle coste di Rimini.”

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  1. Enrico P. il 04 Set 2009 alle 10:47 ha detto:

    Proocazione
    alle prossime elezioni nominiamo un re e di entiamo indipendenti ?

  2. mak il 05 Set 2009 alle 20:33 ha detto:

    Torniamo sulla terra.
    La Luna e Marte li abbiamo già visitati e l’utopia e bella finche qualcuno non ti chiede il conto. Vedi la Guardia di Finanza con i paradisi Fiscali.
    Mak

  3. Enrico P. il 06 Set 2009 alle 00:27 ha detto:

    l’isola non e finita per la finanza, ma i guastatori della marina l’hanno fatta saltare in aria.
    le utopie sono più pericolose se qualcuno le fa, il bello e che per un po resistono alle bombe, ma poi la natura fa il suo corso.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_delle_Rose_(micronazione)

    L’11 febbraio 1969 sommozzatori della Marina Militare Italiana (del G.O.S. - Gruppo Operativo Subacquei appartenente al COM.SUB.IN. - Comando Subacqueo Incursori “Teseo Tesei”), demoliti i manufatti in muratura (cementizia e laterizia), e segati i raccordi tra i pali della struttura in acciaio dell’Isola delle Rose, la minarono con 75 kg di esplosivo per palo (675 kg totali) per farla implodere e recuperare i detriti (perché pericolosi per la pesca). Tuttavia, fatte brillare le cariche l’isola resistette alla prima esplosione, in quanto i piloni portanti erano stati costruiti a cannocchiale e con l’esplosione si creava solo un’incavatura. Dopo 2 giorni, il 13 febbraio 1969 vennero applicati per ogni palo 120 kg di esplosivo (ben 1.080 kg totali), ma la nuova esplosione fece solo deformare la struttura portante dell’isola, senza farla cedere.

    Finalmente, mercoledì 26 febbraio 1969 una burrasca fece inabissare l’Isola delle Rose. L’atto finale venne comunicato nel Bollettino dei Naviganti dell’Emilia-Romagna

  4. mak il 06 Set 2009 alle 14:52 ha detto:

    Quando andiamo in Comune col G.O.S. - Gruppo Operativo Subacquei appartenente al COM.SUB.IN. - Comando Subacqueo Incursori “Teseo Tesei”
    Unità d’Elite appartenete al BTG S.Marco?
    Potremmo entrare dalle acque del Nerone,in via Garibaldi. Con Canotti entrando nel sarcofago di cemento, dopo cento metri c’è una fogna che sbocca nel colatore. Entrando in questa fogna si và proprio sotto il comune, Qui piloni non ce ne sono, solo vecchissime fodamenta, per l’implosione basta un piccola carica posizionata sulle fodamenta.
    Qunando non c’è nessno, la si fà brillare e così rifacciamo Scuole e Comune nuovo…….oppure andiamo alla Benzoni con le cariche, Li non si fà neanche tanta fatica……Opps! ….ho sbagliato! Chiedo venia! ….Li’ c’è stato un referendum per tenerla in piedi e……farla cadere senza cariche!
    Mak

  5. Enrico P. il 07 Set 2009 alle 08:49 ha detto:

    Mak mo arriva l’autunno e l’inverno non e’ tempo di immersioni con il freddo, poi nelle acque del Nerone, aspettiamo la primavera… e facciamolo democraticamente non con le bombe non servono in primavera una bella mareggiata democratica un cittadino un voto.
    Una pezza alle scuole e’ stata messa, le strade toppate e un modellino del comune forse ci sarà … come si dice ” chi si accontenta gode ma chi non si accontenta gode di piu’” .
    Le nostre critiche servono a spronare … spreiamo ;-)

  6. mak il 07 Set 2009 alle 14:38 ha detto:

    Ho fatto un altro errore, porca miseria!
    Non si può usare il C.4 o la dinamite. La legge sulla pesca vieta gli esplosivi.
    Le notre carpe infognate e piene di cromo esavalente non spossono avere problemi di salute per una demolizione.
    Peccato anche questa volta i nostri ragazzi rimarranno senza aule.
    Neanche il G.O.S può nulla contro la Legge!
    Aspettiomo tempi migliori,
    Mak

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