Un mare di colore innonda i Colli Banini.
Venerdì, 15 Maggio 2009
Giallo, verde smeraldo, verde tenue, bianco, rosa. Sfumature ocrace e senape, e chi più ne ha più ne metta. Questi i colori della tavolozza che Madama Primavera ha riservato ai boschi del Parco dei Magnifici Colli Banini. Si tanta magnificenza balza all’occhio sia del turista, che di chi con la campagna ha un rapporto giornaliero. Andando per boschi chi passeggia si ritrova immerso in una natura incontaminata, con un esplosione di vita profumi e colori che fà di questa zona a 30 Km da Milano sia un vero paradiso terrestre. I Bucaneve hanno fatto la loro breve apparizione dopo l’ultima nevicata, facendo diventare i boschi giallo/verdi macchiettati di candidi puntini, ora è il momento delle pervinche e di un altro forellino di colore blù e tutto il bosco si innonda di azzurro e blù.
Tra poco dopo questa esplosione di blu toccherà al rosa di un altro piccolo fiore, ed i boschi si coloreranno di un nuovo colore. I margini di questo immenso patrimonio naturale sono bianchi per i fiori dei prugnoli selvatici, in alto il bianco ed odoroso promfumo delle robinie che proprio ora sono in fioritura. Non di rado capita, cambiando vallata, “Borgognona”di trovarsi nel verde scuro e pungente dei “Pungitopi con le loro bacche color rosso” che fanno da sottobosco ai castagneti, le cui ramificazioni sono di un verde tenue per le giovani foglie presenti. Un salto di colore i boschi lo fanno verso le Terme di Miradolo, dove l’ocra dei noccioleti si contrappone ad un giallo che fa a pugni, con la pace degli armoniosi colori presenti sono, oltre alle “Ginestre dei carbonai” i “Narcisi Poetici” che riempiono di colore giallo tutto il sottobosco. Vi è poi quel rosa tenue delle rose canine o “Rosa selvatica di bosco”. Nelle vallate più umide insieme al verde dei canneti di bambù ed al giallo delle canne comuni dell’anno prima, stà spuntando prepotentemente un erba che, insieme all’“Erba rugginina” di colore verde ruggine, colora il pantano con la sua punta finale verde/marrone, si chiama “Coda Cavallina” o equiseto. Una pianta di straordinarie proprietà terapeutiche che viene usata in omeopatia per le sue proprietà diuretiche depurative.
Ma stanno spuntando anche piante, da non usare assolutamente per decotti o altro, tipo il “Tasso comune” o il “Cape dal Pret”. Un arbusto con una bacca bellissima di colore rosa carne con in mezzo un tricorno arancione, che la fa assomigliare al classico cappello dei Parroci, salvo di un altro colore, ma tossica a tal punto da diventare pericolosa persino per gli uccelli, che le girano al largo. Tutto è vita, colore, pace nei magnifici Colli Banini, guardando tanta bellezza si intuisce perchè il sommo poeta “Petrarca” si innamoro di queste colline, tanto da tesservi Odi e rimanervi qualche anno in quel di S.Colombano al Lambro, anche forse per la bontà dei nostri vivi, e l’avvenente bellezza di qualche cortigiana.
1 commento a “Un mare di colore innonda i Colli Banini.”
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splendido!!!